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La storia

Parrocchia di San Giacomo

PARROCCHIA DI SAN GIACOMO MAGGIORE
Via Interiore
Arquata Scrivia
Tel. 0143 636436

Parroco Don Pasqualino Piccinini
La chiesa di S. Giacomo Maggiore era già esistente nel 1231, come prova la sua citazione in un atto notarile di quell’anno, ma probabilmente fu costruita nel secolo precedente, in forme romaniche come la sua omonima di Gavi, in onore del santo patrono dei viandanti, quando in quei tempi erano frequenti, anche dalle nostre parti, i passaggi di pellegrini verso la Galizia, dove si trova il santuario di Santiago di Compostella.
La chiesa originaria romanica aveva una pianta basilicale a tre navate divisa da quattro arcate per lato su pilastri ottagonali in arenaria locale, tuttora esistenti; la copertura era a capriata lignea ed il tetto a capanna spezzata. La navata centrale, molto più alta delle due laterali, come si può ancora vedere dai resti dei travi dormienti sul solaio, prendeva la luce esterna dalle finestre monofore, alcune ancora esistenti nel sottotetto, collocate nelle pareti di lato e sopra le coperture laterali, e da un rosone sulla facciata. Aveva un solo altare e una piccola cripta con ubicata la sepoltura del clero; non esisteva l’abside e tanto meno il coro.
Un’importante ristrutturazione avvenne nella prima metà del ‘500: la chiesa fu riconsacrata il 31 marzo 1546.
La chiesa di S. Giacomo Maggiore nel 1609 venne eretta da rettoria a prepositura d’Arquata, nel 1611 eretta in vicariato e divenne pievana nel 1637.

Un altro sostanzioso rifacimento si ebbe nella parte presbiteriale a partire dal 1633 con lo scavo e la costruzione  della cripta, sacello privato della famiglia del marchese Filippo Spinola; fu realizzata la cappella della cripta con l’altare della Reposizione e la relativa camera di sepoltura. In conseguenza dell’edificazione della cripta si dovette alzare il piano del presbiterio, che venne piastrellato con le pianelle in marmo a losanga, bianco e bardiglio, che si vedono tuttora; potrebbe essere forse in questa occasione che  venne alzato tutto il pavimento della chiesa di oltre 60 centimetri. Nel 1633 fu costruito il coro con abside semicircolare nel quale furono collocati nel 1636 stalli di legno.
È del 1762 l’altar maggiore tuttora presente. Due anni dopo l’altare venne rifatto anche il coro ligneo.
Al centro dell’abside esisteva un’ampia  finestra, murata  poi nei primi anni dell’‘800, come si può ancora vedere dall’esterno; in quel punto venne realizzato nel 1812 il dipinto di S. Giacomo Maggiore. Le altre due finestre laterali del coro già esistenti vennero ricostruite nel 1909 con i vetri colorati tuttora presenti.
Nel 1863 fu rinnovata la Via Crucis, della quale si cambiò la disposizione delle stazioni, con i nuovi quadri donati dai fratelli marchesi Spinola.
Il pavimento attuale delle tre navate centrali in marmo bianco e bardiglio venne posato nel 1871, contemporaneamente al pulpito in marmo bianco, ad opera di Vittorio Montarsolo di Genova.
Nel 1886 furono rialzate le volte delle due navate laterali, furono sistemati gli archi che mettono in comunicazione le cappelle laterali tra di loro e con le navate ed effettuati altri lavori per rendere le cappelle omogenee e intercomunicanti. Forse nella stessa occasione gli archi a sesto ribassato sovrastanti le colonne furono trasformati in archi a tutto sesto.
Nel 1923 furono effettuati i restauri della navata centrale, del presbiterio e del coro, con decorazione e pittura. Nel 1980 sono stati effettuati restauri radicali.

La parte della  facciata più antica è il portale gotico in arenaria, al quale vennero poi aggiunti nuovi stipiti e l’architrave, mentre l’ogiva fu murata, forse ai primi del ‘700, quando fu realizzata la porta lignea. Il tamburo risale al 1777. Anticamente esisteva una sola porta laterale, quella di destra, mentre l’altra di sinistra venne aperta soltanto nel 1837, quando si decise di spostare il battistero e di sistemare ed imbiancare la facciata. Un altro restauro della facciata avvenne nel 1869. La facciata come si presenta ora è scandita da lesene sorreggenti il cornicione; è coronata in alto da un timpano collegato con volute alle balaustrate laterali, sormontate da pigne decorative.
Il campanile è una torre a pianta quadrata, molto probabilmente risalente al XIV secolo fino alla cella campanaria compresa. Sopra la cella campanaria si trovano due elevazioni seicentesche barocche a pianta poligonale, che terminano con tetto in coppi, dominati da una grande croce.

INDICAZIONI BIBLIOGRAFICHE
Archivi parrocchiali
A. Allegro, La confraternita di S. Carlo di Arquata e il suo oratorio, Arquata Scrivia 2003
D. Canazza, Arquata Scrivia. Un borgo nuovo del XIII secolo. Storia ed evoluzione urbana dal X al XVIII secolo, Genova 2003
R. Callegaris, Le chiese di Arquata Scrivia, «Novinostra» 1977, n. 2, pp. 75-79

Data di aggiornamento: 22/06/2006

(tratto dal sito del comune di Arquata Scrivia – http://www.comune.arquatascrivia.al.it)